Chiaro di luna

Uscì e si guardò intorno, inspirando a fondo l’intenso odore di salsedine emanato dalle spumose onde che si infrangevano sulla sabbia umida. La Luna risplendeva in mezzo alla miriade di stelle lucenti che punteggiavano il cielo, gettando un delicato riflesso argenteo sui morbidi riccioli dorati della ragazza; intorno regnava un profondo silenzio, interrotto solo dal risciaquio del mare.
Si avvicinò in punta di piedi alla traballante passerella di legno che si allungava verso l’orizzonte, perdendosi nella lucente distesa d’acqua, e si incamminò lentamente su di essa; ad ogni passo sentiva che la morsa che le attanagliava lo stomaco stringersi un po’: erano passati quasi dieci anni dall’ultima volta.
Arrivò alla fine del molo. Si inginocchiò, scrutando gli abissi in cerca di qualche segno di vita, ma era tutto perfettamente immobile.
Si rialzò, trasse un profondo respiro, fletté le ginocchia e si tuffò tra la tiepida spuma marina.
Ed funzionò.
Aprì gli occhi sott’acqua e si guardò di nuovo attorno: pesci colorati nuotavano attorno alla superficie, infranta dai piccoli centri concentrici che aveva provocato tuffandosi; sul fondale cresceva una variopinta barriera corallina, dove intravedeva alcuni ricci di mare nascosti; una colonia di polipi si muoveva pacatamente verso una cavità nella roccia della scogliera vicino alla spiaggia.
Sorrise, scuotendo il capo per far ondeggiare i capelli biondi, e agitò la grossa coda blu elettrico che aveva preso il posto delle sue gambe.
Si diresse allegramente verso un enorme corallo turchese e bussò alla porta di casa sua; le aprì una sirena di mezza età, che indossava un costume giallo acceso abbinato con la coda rosa shocking. Alcune sottili rughe comparivano sul volto stanco e i capelli scuri, un po’ trascurati, erano raccolti in una disordinata coda sulla testa, ma gli occhi erano rimasti uguali: verdi, con le pagliuzze dorate al centro, e pieni di vita. La ragazza aveva da sempre amato gli occhi della madre: erano allegri, svegli, e spiccavano in quel volto sfiorito facendolo ringiovanire. Proprio come quelli di un bambino trasmettevano la curiosità e l’ingenuità di chi guarda il mondo come una fantastica avventura, in cui anche le più piccole cose diventano delle meravigliose scoperte.
Si scrutarono a lungo, realizzando ognuna la presenza dell’altra, fino a quando i nodi che serravano le loro gole non si fecero talmente stretti da dar quasi una sensazione di soffocamento; allora, finalmente, calde lacrime cominciarono a scorrere sulle loro guance, mentre con un solo abbraccio si raccontavano tutto quello che era successo in quei dieci anni di tempo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *